Requisiti e linee guida sempre più rigorosi in materia di sterilità dei prodotti vengono inclusi nei documenti normativi globali emanati da organismi di regolamentazione quali l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA). Questi requisiti e linee guida sulla sterilità possono essere soddisfatti con i seguenti metodi:
1. Sterilizzazione terminale
2. Trattamento asettico
3. Trattamento asettico e sterilizzazione terminale
Sterilizzazione finale
La sterilizzazione terminale si concentra prevalentemente sull'applicazione di calore, radiazioni ionizzanti o gas diversi al prodotto farmaceutico finale. Il prodotto viene sterilizzato nel suo imballaggio finale (o forma assemblata finale), riducendo notevolmente il rischio successivo per la sterilità. La sterilizzazione terminale garantisce un livello di garanzia di sterilità (SAL) che può essere calcolato, convalidato e controllato. Ciò contribuisce a ridurre gli sprechi di prodotto, i richiami e i rischi per i pazienti derivanti da prodotti non sterili, che sono più frequenti quando si utilizza un processo asettico.
Trattamento asettico
Il trattamento asettico si concentra sull'assemblaggio di componenti precedentemente sterilizzati in un ambiente asettico. Durante l'assemblaggio finale del prodotto, è fondamentale mantenere la sterilità dei componenti sterili e del prodotto. La sterilizzazione e il controllo della sterilità dei dispositivi preriempiti e dei prodotti combinati dopo il riempimento asettico contribuiscono a ridurre significativamente il rischio di problemi di sterilità o contaminazione, che oggi rappresentano circa un terzo dei richiami della FDA.
Applicazione pratica
I prodotti oftalmici, in cui il farmaco deve essere somministrato direttamente nell'occhio tramite iniezione, pomata/gocce o impianto, rappresentano una delle principali aree terapeutiche soggette a un controllo normativo particolarmente rigoroso.
L'obiettivo generale dello studio era quello di applicare la sterilizzazione agli API in un'area terapeutica che tende a ricorrere alla lavorazione asettica, al fine di dimostrare la possibilità di utilizzare la sterilizzazione terminale. Cinque principi attivi farmaceutici oftalmici (API) di qualità GMP sono stati testati utilizzando modalità di sterilizzazione con raggi gamma e ossido di etilene. Sono stati studiati i seguenti preparati oftalmici: desametasone, aciclovir, tetraciclina cloridrato, triamcinolone e metilprednisolone.
I risultati hanno dimostrato che l'applicazione di gamma (ove opportuno) e ossido di etilene sugli API non ha influito negativamente sul contenuto del farmaco, né ha comportato impurità rilevabili significative.
Inoltre, per le applicazioni gamma, sono stati testati molteplici fattori, tra cui la variazione della dose assorbita e della temperatura applicata al prodotto durante lo studio. La comprensione dell'impatto di questi fattori consente una migliore ottimizzazione dei processi.
Conclusioni
I risultati principali di questo studio aiutano le aziende farmaceutiche che sviluppano questi API a comprendere i vantaggi della sterilizzazione terminale e/o della lavorazione asettica:0 un campo di ricerca poco esplorato nella letteratura scientifica più ampia. La descrizione dettagliata della metodologia e dei processi applicati, sia tramite radiazioni (raggi gamma) che gas (ossido di etilene), fornisce un modello per la replicabilità di tali modalità di sterilizzazione applicate ad altri API, aree terapeutiche e indicazioni chiave.
Con l'aumento globale dei prodotti biofarmaceutici la cui modalità di somministrazione principale è l'iniezione (siringhe preriempite, autoiniettori, iniettori indossabili, penne iniettrici), queste modalità di sterilizzazione sono destinate a dominare una quota sempre crescente del mercato farmaceutico mondiale.